Site-trading - il primo circuito di scambio visite adv-compatibile !

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"Site-trading" è uno strumento pensato da Prove d'autore per i titolari di siti di arte, cultura e idee, per ottenere visite di qualità, mirate ai contenuti e valide ai fini dell'advertising.

Perché siti di arte, cultura e idee ? Innanzitutto, perché il progetto nasce dall'esperienza personale maturata con la gestione di “Prove d'autore”, sito di fumetti e illustrazione d'autore che rientra a pieno titolo nella categoria. E poi perché la cultura, in generale, non è troppo popolare. Ci sono più scrittori che lettori, più pittori che acquirenti di quadri e frequentatori di gallerie, ecc. Questo vale nella realtà e anche su internet.
I modi per ottenere visibilità in internet sono tanti, ma quasi nessuno offre risultati concreti e tangibili nell'immediato.
"Seo" e "link building" ( parole ben note a tuti i webmasters ) sono attività difficili e spesso frustranti. A fronte di un investimento di tempo e di impegno molto grande, spesso i risultati sono minimi, soprattutto in ambiti tematici dove c'è molta concorrenza. Gli esperti consigliano di scegliere, magari aiutandosi con gli strumenti statistici offerti da Google, le aree tematiche più vantaggiose, dove ci sono più richieste e meno concorrenza. Ma questo può valere per siti di e-commerce. Un pittore paesaggista non ha molta scelta: o fa un sito di pittura paesaggistica, o lascia perdere.
Gli scambi di links e di banners possono dare al proprio "brand" una certa visibilità, ma il problema è che di tutti quelli che vedranno il link o il banner, solo una piccolissima parte cliccherà e arriverà di fatto a visitare il sito. Le statistiche sono molto scoraggianti, la media è di meno di un click per migliaio di visualizzazioni.
Un modo abbastanza recente di promuovere il proprio sito è quello dei comunicati stampa. Ci sono però forti limitazioni. Un comunicato stampa è una notizia. Si può annunciare la nascita di un sito, o di un suo nuovo servizio. Ma non si può fare una promozione costante. Notizie del tipo "anche oggi il sito tal dei tali è online", oppure "oggi il tal blog ha pubblicato un nuovo articolo" non sarebbero accettate.
L'article marketing offre un po' di flessibilità in più. Un articolo non deve necessariamente contenere una notizia, potrebbe anche essere una riflessione personale, una recensione ecc. Però i siti di article marketing nella stragrande maggioranza dei casi, se non nella totalità ormai, pretendono articoli originali. Non si può postare lo stesso articolo in più siti. E scrivere tanti articoli originali, interessanti e capaci di catturare traffico non è un lavoro da poco.

Alla fin fine lo strumento che sembra più efficace è lo scambio visite.
Bisogna dire che la pratica di scambiarsi visite fra persone o gruppi con lo stesso tipo di interessi è di vecchia data, e ha un valido fondamento: se uno scrittore vuole promuovere il proprio libro, apparentemente potrebbe ritenere controproducente presentarlo ad altri scrittori, suoi potenziali concorrenti. In realtà non è così, anzi al contrario: è molto probabile che chi scrive per passione sia anche un appassionato lettore. Allo stesso modo, chi dipinge evidentemente ama la pittura, e molto probabilmente frequenta mostre e gallerie. Chi suona e compone sicuramente ama la musica, e di solito ascolta e apprezza anche quella degli altri. E così via. Questo per dire che il meccanismo dello scambio visite in sé non è affatto un "escamotage", o un trucco al limite della furbata. Al contrario.
Di circuiti di scambi visite in internet ce ne sono, ma stanno diminuendo e perdendo appeal perché, nonostante le belle promesse, di fatto sono decisamente deludenti. Vediamo perché.
Di solito sono di sue tipi: "manualsurf" e "autosurf". Il meccanismo però è molto simile. Si installa nel proprio computer un programmino che si collega a un database e apre in sequenza i siti da visitare. Non è l'iscritto al circuito a scegliere quale sito aprire. Nei circuiti "manualsurf" gli si chiede solo, dopo un tempo minimo pretsabilito, di cliccare per passare al sito successivo. Negli "autosurf" pensa a tutto il programma, e non è più necessario neppure essere nelle vicinanze del computer. Si può anche far partire il software e andare al bar.
Il risultato è che le visite in realtà sono delle pseudo-visite, numeri sul contatore completamente fini a se stessi. La pagina viene aperta da una macchina, nessuna persona in carne ed ossa guarda i contenuti. Se l'intenzione del webmaster era far conoscere le proprie opere o le proprie idee, ottenere iscrizioni ad una mailing list, o anche vendere quadri, libri, illustrazioni o quant'altro, questo meccanismo è del tutto inutile. Se invece contava di monetizzare le visite con la pubblicità, anche in questo caso è destinato a rimanere deluso. I circuiti di advertising fanno esplicito divieto al sito che si iscrive di ricevere visite con questo metodo. Se lo scoprono ( e hanno gli strumenti per farlo ), si viene immediatamente bannati.
Ma perché i circuiti di scambio visite adottano questo meccanismo automatico se è così controproducente ? Semplice: perchè se la scelta dei siti da visitare fosse lasciata agli iscritti niente potrebbe garantire che a tot visite fatte ne corrispondano tot ricevute. Un sito che tratta argomenti popolari potrebbe riceverne molte di più, e il suo titolare potrebbe approfittarne e "vivere di rendita". Per contro, un sito che tratti temi di nicchia potrebbe riceverne molte meno, e il suo titolare si sentirebbe "defraudato".

Tenendo presenti i punti di forza del modello dello scambio visite, e cercando di ovviare a questo punto debole, è stato concepito "Site-trading".
I siti vengono proposti agli iscritti in una directory tematica. Si può scegliere liberamente quali visitare sulla base della descrizione dei loro contenuti. D'altra parte, il rischio di squilibrio fra visite fatte e ricevute si risolve con un meccanismo che si ispira al trading e ai cambi valutari: i siti che vanno a "credito" di visite, vedranno la loro quotazione aumentare, per cui per gli altri sarà più conveniente visitarli. Quelli a "debito", vedranno la loro quotazione diminuire, in modo che visitarli diventi meno conveniente, o addirittura controproducente.
In sostanza, questo meccanismo offre un criterio di scelta alternativo rispetto a quello dei contenuti, ma non impedisce che le visite siano comunque tutte volontarie. Questo salvaguarda la loro "qualità", sia nei termini dell'interesse del visitatore che in quelli della validità ai fini dell'advertising.


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